In attesa della festa della mamma

Oggi vi propongo un semplice tutorial per realizzare una piccola borsina da usare come porta monete. Fa parte di un kit che ho trovato qualche giorno fa su una delle mie riviste preferite Mollie MAKES http://www.molliemakes.com/, che ad ogni uscita regala un piccolo kit (la trovo un’idea favolosa a livello di marketing perchè vale la pena comprarla solo per questi regalini ).

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Materiali:

– Un rettangolo di stoffa 32 x 11 cm circa (da dividere in due rettangoli 16 x 11)

– Una cerniera blu scuro di 9 cm

– Una nastrino (o ric rac) di 27 cm

– Ago e filo

– Macchina da cucire

Procedimento:

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Tagliare in due il rettagolo grande e stirare

Schermata 2014-04-25 alle 16.20.58

Disegnare la sagoma della borsina su entrambi i rettangoli e tagliare (n.b le forbici che usate per tagliare la carta non devono essere le stesse che usate per la stoffa, rovinerete inutilmente la lama. Abbiate cura di averne una per ogni ambito)

Schermata 2014-04-25 alle 16.18.41

Piegate il bordino superiore della sagoma, spillate la cerniera e cucite col piedino per cerniere (io uso una Bernina, piedino n.4) su entrambi i lati della borsina. Posizionate rovescio contro rovescio i due lati e cucite attorno al perimetro a 0.5 dal bordo, inserendo tra i due pezzi di stoffa il nastrino.

Rivoltate e…voilà!

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Elisa

Coniglietto di Pasqua

Buongiorno a tutti!

Oggi ho pensato di proporvi un piccolo lavoretto (come li chiamavano una volta), da fare con i vostri bimbi per divertirvi insieme a casa in questi giorni di festa. Credo che il tempo non sia bellissimo in molte parti d’Italia, il che è perfetto per scaternarsi con la manualità. Quello che vi propongo è appunto un porta “bon bon”, che penso sarebbe graziosissimo anche come bomboniera per un battesimo.

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Materiale occorrente:

mascherina del coniglietto da stampare o copiare a occhio su un foglio di carta

2 rettangoli di stoffa colorata a piacere 13×18 cm

ago e filo

macchina da cucire (opzionale)

nastrino o cordino

forbici

Esecuzione

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Ritagliare la sagoma della mascherina lasciando 0,5 cm per il margine di cucitura e riportarla sul rovescio della stoffa. Qui vi mostro come ho sovrapposto i due rettangoli di stoffa. Fate attenzione che siano ROVESCIO contro ROVESCIO, dopo capirete perchè.

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Adesso cucite una filza ( che significa diritto, trattino dopo trattino ) all’interno della sagoma a mezzo centimetro dal vostro precedente disegno per tutto il perimetro del coniglietto tranne nella parte tra le due orecchie perchè ci servirà per rivoltare la stoffa e per inserire le caramelle. Se cucite a mano fate punti molto vicini.

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Adesso ritagliate lungo la linea della sagoma avendo cura di eliminare anche i due triangolini alla base e facendo un taglietto di 45° ai lati del tratto che non avete cucito.

Questo vi faciliterà nel passaggio successivo.

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Stirate

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Rivoltate sul diritto la stoffa con molta cura attraverso lo spazio rimasto aperto

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(Opzionale) Se avete la macchina da cicire potere ribattere il profilo del coniglietto.

Una volta inserite le caramelle o una sorpresa date due punti nascosti ai due margini rimasti liberi e chiudete cn un nastrino o cordino.

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Il coniglietto è pronto!

Spero di essere stata abbastanza chiara. Se avete dubbi lasciatemi un messaggio.

Buon lavoro!

Elisa

 

Characters Factory!

Sulla carta sono Graphic Designer ma la verità è che la mia specialità sono i personaggi. Tra qualche riga scoprirete perché. Lo scopo del nostro blog è quello di raccogliere testimonianze di creative che intraprendono strade completamente diverse, e decidono di investire le proprie energie nella realizzazione di progetti sempre nuovi, inventandosi un mestiere o imparandone uno. La parola d’ordine resta sempre e comunque: creatività. La mia storia comincia appunto con il graphic design e si trasforma in un personalissimo percorso di ricerca, caratterizzato da infinita curiosità e tanta voglia di mettermi in gioco.

Sono Giulia, Character Designer e…creo personaggi!

‘Character design’ è l’espressione inglese che indica la progettazione di personaggi, più che altro nell’ambito di animazione e fumetto. Studio, caratterizzazione e spesso psicologia dei vari personaggi presenti all’interno di una narrazione.

Si parte da una serie di schizzi e bozzetti (model-sheet), per arrivare dopo svariate prove alla definizione del character: fisionomia, postura, abbigliamento, accessori e via dicendo. Un percorso che si conclude con la consegna di una vera e propria guida al personaggio, utile per declinarlo a seconda della sua funzione all’interno del progetto.

Prima di entrare nei dettagli del mio curioso percorso, risponderò alla domanda che puntualmente le persone mi pongono dopo aver loro raccontato cosa combino. Perché faccio questo lavoro?  Amo raccontare storie, lo faccio da tutta la vita.

Alle elementari costruivo piccoli teatrini con scatole da scarpe, e scrivevo micro-sceneggiature per mettere in scena avventure di personaggi sfortunati. Alle medie scoprivo la mia prima tastiera e cominciavo con la stesura ‘digitale’ delle mie storie.

Un paio di blog di racconti e una ricerca, quasi ossessiva, di spunti visivi nei film d’animazione. Alla fine della quinta liceo è partito il mio malefico piano per raggiungere la vetta dello storytelling (la strada è ancora ripida e poco rassicurante e spesso mi capita di ruzzolare ai piedi della montagna e di dover ricominciare da capo).

Il percorso di studi intrapreso non aveva nulla a che fare con l’ambito che volevo esplorare ma senza dubbio ho acquisito le competenze necessarie per fare ciò che desideravo.

Il mio primo character l’ho realizzato proprio durante il secondo anno di accademia, per un concorso al quale non ho mai partecipato. Il piccolo Leopold Ferryboat è ancora oggi il personaggio che amo di più tra quelli realizzati durante il mio percorso.
Aveva una storia, aveva una fidanzatina, e aveva anche un cagnolino. Viveva in una città, portava solo magliette a righe e la sua prima avventura si svolgeva al Titicaca Summer Camp. La guida al character di Leopold è ancora qui, sulla mia scrivania, per ricordarmi come tutto ha avuto inizio.

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Al terzo anno di accademia, dopo diversi cambi di stile, ho lavorato al mio primo progetto di animazione digitale. L’animazione era senza dubbio rudimentale ma in questo caso il progetto era molto più articolato ed era presente anche una parte di storytelling e promozione. Si tratta di ‘Kingdom Garden – le favole non sono mai state tanto sbagliate’. Adoro questo progetto per la sua semplicità, e per avermi dato l’occasione di confrontarmi con un ambito a me sconosciuto, quello del cartoon.

cattivo       sogni       gualt

A questo punto avevo accumulato un buon numero di personaggi, molto diversi tra loro, e avevo esplorato le varie possibilità di comunicazione per dar loro vita. Conclusa l’accademia ho deciso di specializzarmi in qualcosa di diverso, l’animazione non faceva per me. Così ho cominciato a creare personaggi per l’ambito editoriale, ed è nata la mia Factory.

Con ‘Taddeo e la lente magica’ ho dato il via a questa splendida avventura, realizzando un’intera collana di libretti per l’infanzia, lavorando con Momsontherun.it. Successivamente sono nati i characters della Mammamia Family, per il progetto MammamiaKids, il primo free-press mensile per chi ha bambini a Milano.

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Nel frattempo ho continuato a realizzare personaggi su commissione per ambiti spesso molto distanti tra loro: web, baby-parties, immagini coordinate, negozi e privati.
La Factory continua a popolarsi di nuovi abitanti e continua a crescere, guidata da una quattrocchi con la passione per le colazioni creative.

Quando consegno un personaggio non consegno solo uno spunto visivo ma una storia, una piccola personalità. Quel character racconta qualcosa di voi o della vostra attività, diventa un compagno di viaggio per la stesura dei vostri post o per la vendita dei vostri prodotti, e (come mi piace pensare) porta con se qualcosa di unico, che dal momento della consegna appartiene solo a voi.

Il mio ambito è molto diverso da quello di Elisa, e proprio per questo adoro il modo in cui ci completiamo a vicenda. La creatività si presenta sotto forme estremamente diverse e personali ma alla fine tutti i creativi hanno in comune qualcosa: raccontano storie, valori e sogni.

Abbiamo in comune la volontà di fare. Ci svegliamo la mattina con la necessità di creare. Piccoli pezzi di noi viaggiano per il mondo e si legano ad altri spunti e possibilità. Questa è la forza del nostro progetto: le persone e il valore che possono dare alle loro creazioni. Un mix di magia e diversità che rende il mondo un posto a dir poco interessante.

Giulia

Cos’è il patchwork?

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Ciao a tutti!
Oggi comincio con una breve presentazione di questo illustre sconosciuto (per molti di voi).
Vorrei dare qualche delucidazione che non vuole però essere propriamente da manuale.
Quando mi chiedono che cos’è il patchwork io rispondo che è l’arte di assemblare pezzi di stoffa di qualsiasi genere per creare coperte, arazzi, borse e quant’altro. Il termine quilting invece si riferisce di più al lavoro finito e indica un oggetto trapuntato realizzato in tre stati: top, imbottitura e retro.
É molto riduttiva come spiegazione, ma all’inizio rende molto bene l’idea.
Tutti noi, soprattutto nei film americani, abbiamo almeno una volta visto uno di questi magnifici esemplari. Il film “Gli Anni dei Ricordi” (How to make an American quilt) con Winona Rider per esempio, ruota tutto intorno al lavoro di un gruppo di donne che racconta la propria vita mentre stanno realizzando una trapunta per il matrimonio di una ragazza.
É una forma d’arte in grado di trasmettere gioia e tranquillità, aiutandoti a scaricare la tensione provocata da qualche evento inatteso durante la giornata. Ammetto che è un commento molto personale ma posso garantire che l’effetto è questo appena descritto.
Inoltre il patchwork  da la possibilità di realizzare totalmente un “Qualche cosa” di tuo, dalla progettazione al prodotto fatto e finito, dandoti alla fine una soddisfazione unica.
Il mio primo incontro con questa meravigliosa arte è avvenuto sin dai fantastici giorni della mia infanzia, dove la folgorazione mi ha colpita e mi ha portato a intraprendere un fantastico percorso all’insegna della stoffa, del ricamo, ma anche dello studio del bello e delle sue molteplici applicazioni. Inoltre il patchwork ha saputo “coccolarmi” e farmi vivere costantemente la voglia di realizzare progetti unici e nello stesso tempo pieni di sentimenti.

Pensate che il tutto è nato da un regalo, un bellissimo libro di punto croce, scritto da Melinda Coss, un vero capolavoro, tutto ciò avveniva il giorno del mio 13° compleanno.
E come detto, da quel momento tutto ebbe inizio, cominciai ad appassionarmi alla materia, a ricercare corsi, studiare le varie tecniche e leggere i testi più importanti, imparando a conoscere così i vari tipi di stoffa e le sue numerose utilità.
La mia prima creazione? Un cuscino, realizzato con le stoffe di Laura Ashley, importante brand inglese, ma soprattutto creata grazie all’aiuto della mia prima insegnate, la classica ”sartina” di paese, amica di mia mamma, che con tanta passione e soprattutto molta pazienza mi ha svelato “quasi” tutti i trucchi del mestiere.
Ma diamo una sbirciatina a questa stanza…
Questa è una delle ultime coperte che ho realizzato. Fa parte di un progetto che ho seguito chiamato “Mistery Quilt” e organizzato dalla mia cara amica Laura Mori  proprietaria di uno dei più importanti negozi di patchwork presenti a  Milano.
Il soggetto presente nell’immagine è quello che viene chiamato SAMPLER, di solito sono molto più semplici e formati da poche piastrelle, per esempio nove, ma questo in particolare è formato da 100 quadrati ciascuno, realizzato con tecnica in geometrico o in appliqué. Le figure sono 25 e ciascuna ripetuta 4 volte ma con stoffe diverse.
Laura ne pubblicava una alla settimana, ogni sabato sera e a seconda della grandezza che desideravi raggiungere era da ripetere una due o 4 volte.

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Spero di aver fatto un’introduzione abbastanza chiara. Se avete voglia di saperne di più scrivetemi e sarò lieta di rispondere a tutte le vostre domande nei commenti!

Elisa

Benvenuti!

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Cominciamo questa settimana con il nostro primo post, un post di benvenuto. Siamo Elisa e Giulia, rispettivamente titolari di Dilana&Dilino e Juice For Breakfast. La nostra professione? Creative freelance!

Abbiamo deciso di aprire questo blog e di cominciare insieme questa nuova avventura perché vogliamo condividere con voi la nostra esperienza nell’ambito della manualità creativa sia essa declinata nel design, nell’arredamento, nell’editoria infantile, nel patchwork e nei lavori d’ago.

A breve daremo il via ad un progetto molto più ampio ma per noi è fondamentale instaurare fin da subito un rapporto con i futuri fruitori del servizio Makeit Land, per conoscere ed approfondire le vostre esigenze, le vostre curiosità e, perché no, i vostri piccoli sogni creativi!

La storia del nostro incontro è davvero singolare. Ci siamo conosciute su un campo da rugby (davvero!). Entrambe iscritte ad un programma ‘intensivo’ per startup. Quindi: un campo da rugby, più di 100 sconosciuti, il primo sole di aprile ed un picnic sull’erba come nella migliore tradizione espressionista! Ci siamo piaciute subito, abbiamo scoperto di avere molto in comune, e siamo decisamente sulla stessa linea d’onda.

Un’esperta di patchwork e una character designer, entrambe con un amore smisurato per le cose belle.

Questo blog sarà il primo dei nostri esperimenti e prenderemo la parola entrambe per raccontarvi dei maggiori appuntamenti creativi, di novità e chicche legate al mondo dell’handmade, e molto altro ancora. Makeit Land, sarà la nostra vetrina per accompagnarvi nel magico mondo della creatività fai-da-te, tutta italiana! Per saperne di più sul nostro progetto, visitate la pagina About us!