Sulla carta sono Graphic Designer ma la verità è che la mia specialità sono i personaggi. Tra qualche riga scoprirete perché. Lo scopo del nostro blog è quello di raccogliere testimonianze di creative che intraprendono strade completamente diverse, e decidono di investire le proprie energie nella realizzazione di progetti sempre nuovi, inventandosi un mestiere o imparandone uno. La parola d’ordine resta sempre e comunque: creatività. La mia storia comincia appunto con il graphic design e si trasforma in un personalissimo percorso di ricerca, caratterizzato da infinita curiosità e tanta voglia di mettermi in gioco.

Sono Giulia, Character Designer e…creo personaggi!

‘Character design’ è l’espressione inglese che indica la progettazione di personaggi, più che altro nell’ambito di animazione e fumetto. Studio, caratterizzazione e spesso psicologia dei vari personaggi presenti all’interno di una narrazione.

Si parte da una serie di schizzi e bozzetti (model-sheet), per arrivare dopo svariate prove alla definizione del character: fisionomia, postura, abbigliamento, accessori e via dicendo. Un percorso che si conclude con la consegna di una vera e propria guida al personaggio, utile per declinarlo a seconda della sua funzione all’interno del progetto.

Prima di entrare nei dettagli del mio curioso percorso, risponderò alla domanda che puntualmente le persone mi pongono dopo aver loro raccontato cosa combino. Perché faccio questo lavoro?  Amo raccontare storie, lo faccio da tutta la vita.

Alle elementari costruivo piccoli teatrini con scatole da scarpe, e scrivevo micro-sceneggiature per mettere in scena avventure di personaggi sfortunati. Alle medie scoprivo la mia prima tastiera e cominciavo con la stesura ‘digitale’ delle mie storie.

Un paio di blog di racconti e una ricerca, quasi ossessiva, di spunti visivi nei film d’animazione. Alla fine della quinta liceo è partito il mio malefico piano per raggiungere la vetta dello storytelling (la strada è ancora ripida e poco rassicurante e spesso mi capita di ruzzolare ai piedi della montagna e di dover ricominciare da capo).

Il percorso di studi intrapreso non aveva nulla a che fare con l’ambito che volevo esplorare ma senza dubbio ho acquisito le competenze necessarie per fare ciò che desideravo.

Il mio primo character l’ho realizzato proprio durante il secondo anno di accademia, per un concorso al quale non ho mai partecipato. Il piccolo Leopold Ferryboat è ancora oggi il personaggio che amo di più tra quelli realizzati durante il mio percorso.
Aveva una storia, aveva una fidanzatina, e aveva anche un cagnolino. Viveva in una città, portava solo magliette a righe e la sua prima avventura si svolgeva al Titicaca Summer Camp. La guida al character di Leopold è ancora qui, sulla mia scrivania, per ricordarmi come tutto ha avuto inizio.

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Al terzo anno di accademia, dopo diversi cambi di stile, ho lavorato al mio primo progetto di animazione digitale. L’animazione era senza dubbio rudimentale ma in questo caso il progetto era molto più articolato ed era presente anche una parte di storytelling e promozione. Si tratta di ‘Kingdom Garden – le favole non sono mai state tanto sbagliate’. Adoro questo progetto per la sua semplicità, e per avermi dato l’occasione di confrontarmi con un ambito a me sconosciuto, quello del cartoon.

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A questo punto avevo accumulato un buon numero di personaggi, molto diversi tra loro, e avevo esplorato le varie possibilità di comunicazione per dar loro vita. Conclusa l’accademia ho deciso di specializzarmi in qualcosa di diverso, l’animazione non faceva per me. Così ho cominciato a creare personaggi per l’ambito editoriale, ed è nata la mia Factory.

Con ‘Taddeo e la lente magica’ ho dato il via a questa splendida avventura, realizzando un’intera collana di libretti per l’infanzia, lavorando con Momsontherun.it. Successivamente sono nati i characters della Mammamia Family, per il progetto MammamiaKids, il primo free-press mensile per chi ha bambini a Milano.

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Nel frattempo ho continuato a realizzare personaggi su commissione per ambiti spesso molto distanti tra loro: web, baby-parties, immagini coordinate, negozi e privati.
La Factory continua a popolarsi di nuovi abitanti e continua a crescere, guidata da una quattrocchi con la passione per le colazioni creative.

Quando consegno un personaggio non consegno solo uno spunto visivo ma una storia, una piccola personalità. Quel character racconta qualcosa di voi o della vostra attività, diventa un compagno di viaggio per la stesura dei vostri post o per la vendita dei vostri prodotti, e (come mi piace pensare) porta con se qualcosa di unico, che dal momento della consegna appartiene solo a voi.

Il mio ambito è molto diverso da quello di Elisa, e proprio per questo adoro il modo in cui ci completiamo a vicenda. La creatività si presenta sotto forme estremamente diverse e personali ma alla fine tutti i creativi hanno in comune qualcosa: raccontano storie, valori e sogni.

Abbiamo in comune la volontà di fare. Ci svegliamo la mattina con la necessità di creare. Piccoli pezzi di noi viaggiano per il mondo e si legano ad altri spunti e possibilità. Questa è la forza del nostro progetto: le persone e il valore che possono dare alle loro creazioni. Un mix di magia e diversità che rende il mondo un posto a dir poco interessante.

Giulia

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